Lo squallido epilogo di una squallida storia

via Idro

Ieri ho ricevuto dalla piattaforma di petizioni “Change.org” il seguente comunicato:

La vicenda delle persone che vivono in via Idro finisce in maniera triste.

Dopo la decisione del consiglio di stato del 2 Marzo, che ha considerato infondate le ragioni de’ residenti che avevano chiesto di fermare lo sgombero, l’assessore alla Sicurezza e Coesione sociale di Milano Marco Granelli ha deciso di accelerare lo sfratto delle famiglie Rom alle quali era stata proposta la provvisoria soluzione nei centri per l’emergenza sociale e nel centro di autonomia abitativa, senza alcuna garanzia per il loro futuro. Questo sradicamento dalle loro case e dalle loro vite riguarda un centinaio di persone, di cui la metà sono bambini!

In sette mesi (dal 17 Agosto 2015, data di approvazione della risoluzione del consiglio comunale che ha deciso lo sgombero di questo campo Rom), il municipio di Milano non è stato capace di fare proposte opportune, tanto meno aprire un dialogo con la maggior parte delle famiglie per migliorare le soluzioni di condizioni abitative e la stabilità delle loro vite.

Così domani inizierà lo sgombero: coloro i quali sono d’accordo saranno trasferiti nei centri provvisori, coloro i quali rifiuteranno saranno semplicemente messi sulla strada, perdendo tutto ciò che hanno costruito insieme in 25 anni.

Ripetiamo che non c’è alcuna emergenza che giustifichi il trattamento che viola il diritto ad una vita dignitosa per queste famiglie Rom. Le loro vite dipendono dal vincitore delle elezioni imminenti a Milano.

In Maggio ci saranno le elezioni locali, e noi crediamo che la scelta del municipio di chiudere questo campo in questo modo è solo una parte della campagna elettorale. In ogni caso, c’impegniamo a monitorare, seguire e rendere pubblico il futuro di tutte queste famiglie.

Il 17 Agosto 2015 è stata approvata a Palazzo Marino la delibera sulla chiusura del campo nomadi di via Idro, presente dal 1989. In via Idro vivono 25 nuclei familiari autorizzati, per un totale di 97 persone, fra cui 41 minori. Nel Novembre del 2015 alcune famiglie avevano accettato di spostarsi mentre cinque avevano rifiutato e quindi avevano presentato un ricorso. In Dicembre il Tribunale Amministrativo Regionale aveva rigettato la richiesta di sospendere la procedura di sgombero. Agli inizi di Gennaio 2016 è giunta al sindaco di Milano Giuliano Pisapia una petizione particolare, firmata dai 23 alunni della scuola elementare “Russo-Pimentel”, il cui incipit era il seguente: «Elyson è una nostra compagna che vive nel campo di via Idro. Là ha la sua casa, i suoi cagnolini, Nebbia e Fiocco, e un grande pino che il suo nonno aveva piantato quando si erano stabiliti lì, più di 25 anni fa» e così continuava: «Prima delle vacanze, la maestra ci ha chiesto cosa desideravamo per Natale. Ognuno di noi ha detto cosa aveva scritto nella letterina a Babbo Natale, ma poi Elyson si è messa a piangere e così abbiamo saputo che lei stava passando un brutto Natale perché doveva abbandonare la sua casetta e andare a vivere in un container. Ma il container è una specie di grande scatola di metallo ed Elyson non è una bambola che può stare in una scatola!».

A quanto pare per i politici Elyson invece è una bambola e certi esseri umani solo giocattoli, nelle loro squallide mani.

Poiché l’inglese non è mai stato il mio forte e la traduzione del comunicato è mia, ho deciso di pubblicare anche il testo originale:

https://www.change.org/p/stop-eviction-roma-families-of-via-idro-milan/u/15826427?tk=uWTOYOQBAqaaf9pHpVniwzTtXdocuBtmcv5NipJ6vY4&utm_source=petition_update&utm_medium=email

The story of the people from Via Idro ends sadly.
After the decision of the State Council on March 2nd which has considered unfounded grounds of the residents who demanded to stop the eviction, Milan Commissioner Marco Granelli has decided to speed up the eviction of Roma families to which it has been proposed the temporary solution in the Social Emergency Centers and Housing Autonomy Centers, without any guarantee for their future. This uprooting from their homes and their lives considers a hundred people –of which half children!
In 7 months (time has passed since August 17, 2015, the date of approval of the resolution of the City Council deciding the eviction of this Roma Camp), the Milan Municipality has not been able to make appropriate proposals, much less to open a dialogue with the most of the families in order to improve the housing solutions and the stability of their lives.
So tomorrow will start the eviction: those who agree will be transferred to the temporary Centers , those who refuse will simply be put on the street, losing everything they has built together in 25 years.
We reiterate that there is no emergency to justify the treatment that violates the right to a dignified life for this Roma families. Their lives will depend on who will win the upcoming elections in Milan.
There will be the local elections in May, and we believe that the choice of the Municipality to close this camp in this way is only a part of the electoral campaign. In any case, we commit to monitor, track and make public the future of each one of these families.

 

 

 

 

 

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